Christophe Wallerme

Nato da padre francese e da madre originaria delle Mauritius, si affaccia alla musica all’età di 15 anni. Inizia suonando nei club parigini al fianco di Walter Davis junior, Ted Curson, René Urtreger, Maxim Saury e nel 1988 vince un premio da solista al concorso della “Défense”.
Durante gli anni 90 si rivolge verso il Jazz Bop e moderno, registrando con alcuni jazzmen francesi famosi in quegli anni e ampliando le collaborazioni con musicisti del calibro di Tom Harrell, Eric Barret, Christian Escoudé, Michel Graillier, Alain Jean-Marie e Jacky Terrasson.
Nel 1994 fonda con Pierre de Bethmann e Benjamin Henocq il trio “Prysm”. Il talento del trio è riconosciuto al concorso nazionale del Jazz della Defence nel 1994, dove il loro primo cd “Prysm” ottiene un prestigioso premio, mettendoli in luce anche presso la celebre casa di discografica Blue Note.
Ne nacque una collaborazione che segnò la produzione artistica di Christophe Wallemme, cui seguirono quattro album e 300 concerti per il mondo, con tournée in tutta Europa, Canada, Usa e Giappone.
Allo stesso tempo il musicista non smette di essere un virtuoso ricercato e fa risuonare le sue quattro corde insieme a Jean-Pierre Como, Louis Winsberg, Sylvain Beuf, Daniel Mille, Olivier louvel, Andre Ceccarelli, Nguyen Lê, Stefano Di Battista, Aldo Romano, André Manoukian.
Inoltre collabora a tutto tondo con grandi artisti del mondo dello spettacolo, quali James Taylor, Françoise Hardy, Maxime Leforestier , Victor Lazlo.
Uno dei suoi più grandi sodalizi artistici sarà con David Linx e il pianista Diederik Wissel, con il quale registrerà tre magnifici album. Nel 2004, all’alba dei quarant’anni, inizia la sua collaborazione con la Fondazione BPN – Paribas, un avvenimento decisivo per la sua carriera, che gli permette di realizzare in tutta serenità i suoi progetti. Durante questi ultimi anni non smette di comporre e di affinare la sua direzione artistica. Time Zone, album realizzato da solista nel settembre 2004 su etichetta Nocturne, è il frutto di una lunga riflessione riguardo alla creazione di un repertorio ispirato da sperimentazioni personali.
La sua musica risente anche di contaminazioni indiane, sono anni in cui modifica la percezione delle sonorità e nasce “Namaste”, album di composizioni colorate e ispirazioni da paesi esotici. Il disco Start – So many Ways” illustra le diverse facce del compositore, la sua musica viaggia attraverso territori lontani, tutti da esplorare.